Bio -Bibliografia

Toni Maraini (nome d’arte di Antonella Maraini) storica dell’arte, scrittrice, poetessa, saggista e studiosa del Maghreb, nata nel 1941 a Tokyo, in Giappone, dove i genitori, Topazia Alliata e Fosco Maraini, erano andati a vivere nel 1938 quando il padre, giovane etnologo e fotografo laureato in Scienze Naturali e Antropologia e appassionato di culture orientali, aveva ricevuto una borsa di studio.

Tra il 1943 e il 1945 è internata in un campo di concentramento giapponese con i genitori, arrestati dopo l’8 Settembre per anti-fascismo, e con le due sorelle (Dacia, nata a Firenze nel 1936, e Luisa Yuki nata a Sapporo, Giappone, nel 1939, e deceduta a Roma nel 1995). Testimonianze su quel periodo si trovano nei suoi libri Ricordi d’arte e prigionia di Topazia Alliata (Sellerio, 2003, prefazione di Denis Mack Smith) e La Lettera da Benares (Sellerio, Premio Mondello 2007). Tornata in Italia nel 1947, passa infanzia e adolescenza in Sicilia, terra materna, dove la famiglia si stabilisce, e frequenta la scuola pubblica a Bagheria e Palermo; prosegue gli studi liceali a Firenze, dove va a vivere presso il nonno paterno. Nel 1958 parte per l’Inghilterra. Studia Storia dell’Arte al Courtauld Institute of Arts dell’Università di Londra (1959-1961). Nel 1962 vince una borsa di studio per la Smith College University (Northampton, Mass.) negli Stati Uniti, dove si laurea nel 1964 in Storia dell’Arte, conseguendo anche un minor in Antropologia Culturale. Alterna i suoi studi con periodi di vacanze a Roma, dove la famiglia si è trasferita sin dagli anni ’50, da dove il padre parte per numerosi viaggi e soggiorni in Asia e dove la madre, Topazia Alliata – che da giovane, e come pittrice, aveva partecipato ai fermenti artistici modernisti – apre una galleria d’arte (Galleria Trastevere) attiva nell’ambito delle avanguardie.

Le esperienze e i resoconti di viaggio del padre, e le attività e amicizie artistiche della madre alimentano in quegli anni giovanili il suo interesse per arte moderna, arti e culture non-occidentali, antropologia culturale. A Roma, lega amicizia con alcuni giovani artisti, tra cui, Pino Pascali, Jannis Kounellis, Mohsen Vasiri e Mohamed Melehi.
Dopo un primo viaggio in Marocco nell’estate 1963, vi torna nel Settembre 1964 e accetta l’offerta di rimanere ad insegnare Storia dell’Arte alla scuola municipale, École des Beaux-Arts, di Casablanca. In Marocco, sposa il pittore Mohamed Melehi, collabora alla nascita delle riviste Maghreb Art (1965) e Integral (1971), partecipa ai fermenti della nuova situazione culturale post-indipendenza impegnandosi in numerose manifestazioni e attività artistiche e letterarie in collaborazione con i pittori del ‘Gruppo di Casablanca’ e i poeti della rivista Souffles.

Dopo l’esperienza alla École des Beaux-Arts di Casablanca insegna Storia dell’Arte alla facoltà d’Architettura dell’Università di Rabat (1979-1982) e Estetica dell’Immagine e Iconologia a l’Institut de Communication Audiovisuelle di Casablanca (1980-84). Binomio di un percorso di creazione inter-disciplinare, storia/arte e poesia accompagnano i suoi lavori di ricerca e documentazione al crocevia di vari campi di studio. Tra il 1966 e il 1967, soggiorna a Parigi per frequentare i corsi d’Etnologia nordafricana di Germaine Tillon alla École Pratique des Hautes Etudes. Di ritorno in Marocco, effettua ricerche sul campo (storia, arti, tradizioni) per Maghreb Art e Integral; il breve saggio Marocco, Tradizione e Mestieri, pubblicato su ‘Oriente Moderno’ (N.S., XV, 1996) raccoglierà in parte le ricerche sulle arti popolari e il testo Juba de Maurétanie et l’Héritage Antique (pubblicato su ‘Horizons Maghrébins/ Héritage commun en Méditerranée’, n. 39, 1999) quelle su una pagina di storia del Marocco nell’Antichità. Nel 1978 partecipa alla creazioene del Moussem/Festival culturale d’Asilah (Tangeri).

Ad Asilah anima per diversi anni un laboratorio d’arte estivo per i bambini della cittadina, esperienza sulle fondamenta e funzioni del linguaggio espressivo/simbolico che prosegue a Casablanca creando, tra il 1979 e 1982, un atelier d’arte-terapia nella scuola elementare pubblica Ibn Abbad e all’Ospedale pediatrico Averroés/Ibn Rochd. Su questa esperienza scrive l’Enfant Soleil (inedito). E’ tra le persone promotrici delle manifestazioni artistiche Présence Plastique in alcune piazze e scuole (Casablanca, Marrakech) e all’Ospedale Psichiatrico di Berrechid. Documenta queste attività e scrive su numerosi artisti, per riviste e cataloghi e presenta in catalogo gli artisti del Marocco al Festival Panafricano di Algeri (1969), alla Biennale Pan-araba di Baghdad (1974), alla Fundació Joan Miró di Barcellona (1980), al Musée d’Art Moderne di Grenoble (1984), al Musée d’Ixelles di Bruxelles (1988), all’Institut du Monde Arabe di Parigi (1989, 1991).

In Marocco pubblica : La Peinture de A. Cherkaoui (Casablanca, 1976), Au Rendez-vous de l’Histoire, la Peinture (Casablanca, 1987), Ėcrits sur l’Art, (Rabat, 1990, prefazione di Pierre Restany), Une Collection, Une mémoire (Casablanca, 1998). Tra il 1972 e 1974, viaggia con un gruppo di artisti in Algeria, Tunisia, Libano e Iraq. Nel corso degli anni, viaggia regolarmente in Italia, dove nel 1976 pubblica il romanzo Anno 1424 (vedere oltre). In Marocco, pubblica le raccolte di poesia Message d’une Migration (Casablanca, 1976, prefazione di Mostafa Nissaboury, illustrazioni di M. Melehi), Le Récit de l’Occultation (Casablanca, 1983), Phantasmata Diwan (prefazione di Abdelkhebir Khatibi, Rabat, 1987)
Nel 1987 torna a vivere in Italia con le sue figlie Mujah e Nour Shems, nate a Casablanca, rispettivamente nel 1970 e nel 1978, e si stabilisce a Roma. A lato dei suoi propri scritti, e di necessarie esperienze lavorative, porta avanti le sue ricerche collaborando negli anni a varie pubblicazioni tra cui la rivista di studi dell’Università di Toulouse Horizons Maghrébins per la quale scrive sin dal 1990.

Pubblica saggi e testi anche su Africa e Mediterraneo, Revue Noire (Francia), i cataloghi della Galleria d’Arte Africana di Chantal Dandrieu (Roma/Parigi) ecc. Nel 1988 riceve il Premio Donna-Città di Roma, sezione Inediti, per la raccolta Poema d’Oriente. Tra il 1988 e il 1990, è redattrice responsabile della Rivista di Ecologia e Cultura, Essere. Tra il 1991 e il 2006 mette su (archivi, inventari, progetto di Casa Museo) e dirige il Fondo Moravia, per il quale organizza le mostre, gli eventi e gli incontri, crea, idea e cura i Quaderni del Fondo Moravia (1993-2004) su cui pubblica vari ‘dossiers’ poetici (poesia degli Indiani d’America, d’Albania e Arberesh, d’Afghanistan, Iraq, Cecenia, Kosovo, Bosnia, Vicino Oriente, Mediterraneo, Italia Meridionale) nel contesto di Ponti a Meridione. Per Ponti a Meridione organizza nel 1996 e 1997, con la collaborazione di Predrag Matvejevic e del Circolo 99 di Sarajevo, l’incontro dei membri del Circolo 99 a Roma e il viaggio in pullman Roma-Mostar-Sarajevo di 21 scrittori e intellettuali italiani (tra cui, Vincenzo Consolo, Erri De Luca, Emanuele Trevi, Ginevra Bompiani, Edoardo Albinati, Luisa Morgantini). Nel 1993 partecipa – con la giornalista Giuliana Sgrena e Luciano Ardesi della ‘Lega per i Diritti dei Popoli’ – alla creazione del Comitato Italiano di Solidarietà con l’Algeria che si mobiliterà durante vari anni per dare sostegno e visibilità alle correnti democratiche e associazioni (studenti, donne, intellettuali, scrittori ecc.) della società civile algerina e per analizzare e denunciare l’emergere del fenomeno integralista/ fondamentalista. Traduce, pubblica, presenta in Italia autrici e autori (tra cui Rachid Boudjedra, Assia Djebar, Fatima Merrnissi, Mohamed Choukri), poetesse e poeti (molti dei quali tradotti per la prima volta in Italia) e artisti e cineasti del Maghreb cercando di fare conoscere storia e cultura del Nordafrica Nel 1994 inizia una stretta collaborazione con I Seminari di Marzo e la rivista Da Qui, animati e diretti da Giuseppe Goffredo, fondatore del Laboratorio Poiesis e della Casa Editrice Poiesis (Alberobello, Puglia) volte ad un lavoro interculturale mediterraneo pioniere nel contesto italiano, ‘ponte’ tra diversi paesi del Mediterraneo e un entroterra di scuole e istanze culturali pugliesi.

Nell’ambito di questo impegno intermediterraneo, collabora alla rivista di poesia internazionale Pagine, diretta da Vincenzo Anania.
In Italia ha pubblicato Anno 1424 (Marsilio 1976, prefazione di Maria Corti, Secondo Premio Inedito Nazionale, finalista Premio Strega, n.e. La Murata, La Luna, 1990, prefazione di Alberto Moravia), Sguardi d’Africa (con Laureano, Triulzi, Manacorda e le fotografie di Laura Sonnino Jannelli, Ed. Fratelli Alinari, 1994), Imago, conversazione con Fellini (Semar, 1994), Ultimo tè a Marrakesh (Edizioni Lavoro, 1994), Ultimo tè a Marrakesh e Nuovi Racconti (Edizioni Lavoro, 2000), Poema d’Oriente (Semar, 2000, Premio Inediti Donna-Città di Roma 1988, Premio Sabaudia 2001), Le porte del Vento (Manni, 2003), Diario di Viaggio in America (La Mongolfiera, 2003), Occidente/Mondo Musulmano, scontro o incontro? (Giardino dei Ciliegi – Giunti, 2003), Ricordi d’Arte e Prigionia di Topazia Alliata (prefazione Denis Mack Smith, Sellerio, 2003), Fuga dall’Impero (La Mongolfiera, 2004), La Lettera da Benares (Sellerio, Premio Mondello 2008), I Sogni di Atlante (Poiesis, 2007) [assieme a Ultimo té a Marrakesh e a Fuga dall’Impero, questo libro costituisce la ‘Trilogia Nordafricana’] e Pandemonio Blues (Poiesis, 2008).
Nel corso degli anni collabora con giornali, riviste, associazioni (Associazione Rosella Mancini, Donna-Poesia, Il Giardino dei Ciliegi, ecc.), partecipa a incontri e convegni, pubblica poesie in antologie e riviste, scrive su artisti e poeti italiani e stranieri, lavora a poesie/collages e testi ‘visivi’ e collabora con le sue poesie a dei ‘Libri d’Artista’.

Tra il 2001 e il 2007 soggiorna e viaggia negli Stati Uniti; svolge ricerche sul Fondamentalismo americano raccolte in alcuni scritti e e nel libro Diario di vaggio in America tra Fondamentalismo e Guerra. Nel clima italiano di crescente disinteresse e disimpegno storico/politico e culturale per il Mediterraneo e il Maghreb, scrive il documento ‘L’Italia è ancora un paese Mediterraneo?’ pubblicato nel 2009 dalla rivista di Italian Studies della Università di California. Dal 2001 è membro con Claudio Damiani e Marco Lodoli della giuria del Premio di poesia De André. Nel 2008 riceve La Palme de Marrakech come riconoscimento per i suoi scritti su arte e cultura del Marocco. Per chi volesse capirne di più, leggere ‘Commento alla mia bio-bibliografia’.

Bio-Bibliographie

Toni Maraini (nom de plume d’Antonella Maraini) historienne de l’art, écrivain, poète, essayiste et experte d’art et culture Maroc et du Maghreb, est née en 1941 à Tokyo, où ses parents italiens, Fosco Maraini et Topazia Alliata, s’étaient établis en 1938 alors que son père, jeune ethnologue et photographe diplômé à Florence en sciences naturelles et anthropologie, et passionné de cultures orientales, avait reçu une bourse d’étude pour le Japon. En 1943 elle est internée dans un camp de concentration japonais avec ses parents arrêtés après le 8 septembre pour antifascisme, et avec ses deux sœurs (Dacia, née à Florence en 1936 et Luisa Yuki née à Sapporo, Japon, en 1939 et décédée à Rome en 1995). Un document japonais, daté Mars 1947 certifie : ‘Maraini Antonella has been detained in the Tempaku Concentration Camp of Aishi Prefecture from the 1st of October 1943 to the 20th day of August 1945’. Les témoignages sur cette période sont recueillis dans ses livres ‘Ricordi d’arte et prigionia di Topazia Alliata’ (Ed. Sellerio, 2003, préface de Denis Mack Smith) et ‘La Lettera da Benares’ (Ed. Sellerio 2007) vainqueur du Prix Littéraire Mondello 2007.

Elle retourne en Italie en 1947 et passe son enfance et son adolescence en Sicile, terre d’origine de sa mère, où la famille s’installe. Elle fréquente l’école publique à Bagheria et à Palerme ; elle continue ses études (lycée) à Florence où elle vit chez son grand-père paternel, sculpteur et historien de l’art. En 1958, elle part pour la Grande-Bretagne. Admise au Courtauld Institute of Arts de l’Université de Londres (1959-1961), elle y obtient un Certificate in Art History. En 1962, elle gagne une bourse d’étude pour le Smith College University (Northampton, Mass.) aux Etats Unis, où elle se diplôme en 1964 en histoire de l’art, obtenant également un minor en anthropologie culturelle.

Elle alterne ses études avec des séjours à Rome où sa famille habite depuis les années 50 et d’où son père part pour de nombreux séjours en Asie et où sa mère – qui dans sa jeunesse avait participé comme peintre aux ferments artistiques modernistes – ouvre une galerie d’art (Galleria Trastevere) qui expose des artistes des mouvements d’avant-garde. Durant ces années, les récits de voyage de son père, auteur de livres sur le Tibet, le Japon, l’Asie, le background littéraire de la famille, et les amitiés artistiques de sa mère alimentent son intérêt pour l’art moderne, les arts et les cultures non occidentaux, l’anthropologie culturelle, l’écriture. À Rome, alors ouverte aux ferments tiers-mondistes, elle se lie d’amitié avec plusieurs jeunes artistes dont Jannis Kounellis, Mohsen Vasiri et Mohamed Melehi.
Après un premier voyage au Maroc pendant l’été 1963, elle y retourne en septembre 1964 et accepte l’offre d’enseigner l’histoire de l’art à l’École municipale des Beaux-Arts de Casablanca.

Au Maroc, où elle épouse le peintre Mohamed Melehi, elle collabore à la naissance des revues ‘Maghreb Art ‘ (1965) et ‘Intégral ‘ (1971), s’implique dans les nouvelles perspectives culturelles postindépendance et prend part, avec les peintres du ‘Groupe de Casablanca’ et les poètes de la revue ‘Souffles’ à de nombreuses activités artistiques et littéraires. Elle est parmi les promoteurs du projet ‘Présence Plastique’ dans des places publiques à Casablanca et Marrakech ainsi qu’à l’Hôpital Psychiatrique de Berrechid, et documente dans des écrits cette page d’histoire de l’art marocain. Entre 1966 et 1967, elle séjourne à Paris où elle fréquente les cours d’ethnologie nord-africaine de Germaine Tillon à l’Ecole Pratique des Hautes Etudes. De retour au Maroc et à son enseignement, elle effectue des nombreuses recherches sur le terrain ; ses cours sont les premiers à introduire l’étude des arts du Maroc dans un programme qui avait jusqu’alors seulement enseigné l’histoire de l’art français. Le court essai ‘Marocco, Tradizione e Mestieri’ (‘Oriente Moderno‘, Rome, 1996) recueillera plus tard une part des recherches alors conduites sur les arts populaires et traditionnels au Maroc ; le texte ‘Juba de Maurétanie et l’Héritage Antique’ (‘Horizons Maghrébins’, Toulouse, 1999), ainsi que d’autres textes [voir listes incluses], documenteront au cours des années ce parcours de recherche.

Entre 1972 et 1974, elle voyage avec un groupe d’artistes en Algérie, Tunisie, Liban et Irak. Elle voyage aussi régulièrement en Italie où, en 1976, elle publie le roman ‘Anno 1424’ (voire ci-dessous). Après son expérience à l’École des Beaux-Arts de Casablanca, elle enseigne l’histoire de l’art à la Faculté d’Architecture de l’Université de Rabat (1979-1982) et esthétique de l’image et iconologie à l’Institut de Communication Audiovisuelle de Casablanca (1979-84). En 1978 elle participe à la création du Moussem/Festival culturel d’Asilah (Tanger). À Asilah, elle anime entre 1978 et 1984 un laboratoire d’art pour les enfants de la ville, expérience sur les fondements et les fonctions du langage expressif/symbolique qu’elle reprend à Casablanca en créant, entre 1979 e 1982, des ateliers d’art-thérapie à l’école élémentaire publique Ibn Abbad et à l’Hôpital pédiatrique Averroès/Ibn Rochd. Au cours des années, elle écrit sur de nombreux artistes pour des revues et des catalogues. Elle présente les artistes marocains au Festival Panafricain d’Alger (1969), à la Biennale Panarabe de Baghdâd (1974), à la Fundació Joan Miró de Barcelone (1980), au Musée d’Art Moderne de Grenoble (1984), au Bronx Museum of the Arts de New York (1984), au Musée d’Ixelles de Bruxelles (1988), à l’Institut du Monde Arabe de Paris (1989, 1991) et lors de l’exposition itinérante ‘Artisti Arabi tra Italia e Maghreb’ (Rabat, Alger, Tunis, Rome 2008).
Au Maroc, elle publie: ‘La Peinture de A. Cherkaoui’ (Casablanca, 1976), ‘Au Rendez-vous de l’Histoire, la Peinture’ (Casablanca, 1987), ‘Ecrits sur l’Art ‘ (Rabat, 1990, préface de Pierre Restany), ‘Une Collection, Une Mémoire ‘(Casablanca, 1998) et les recueils de poésie ‘Message d’une Migration’ (Casablanca 1976, préface de Mostafa Nissaboury, illustrations de M. Melehi), ‘Le Récit de l’Occultation’ (Casablanca 1983), ‘Phantasmata Diwan’ (préface de Abdelkhebir Khatibi, Rabat 1987).

En 1987, elle retourne en Italie avec ses filles Mujah et Nour Shems, nées à Casablanca respectivement en 1970 et 1978 et elle s’établit à Rome. En 1988, elle reçoit le Prix littéraire ‘Donna-Città di Roma’, section Inédits, pour le recueil ‘Poema d’Oriente.’ Entre 1988 et 1990, elle est rédactrice responsable de la revue d’écologie et culture ‘Essere’. De 1991 à 2006 elle met sur pied et dirige le ‘Fondo Moravia’ pour lequel crée la publication ‘Quaderni’ et le projet ‘Ponti a Meridione’. Dans le cadre de ce projet et avec la collaboration de Predrag Matvejevic, elle organise en 1996 et 1997 un voyage à Rome des poètes et écrivains du Cercle 99 de Sarajevo, et le voyage en car Rome-Mostar-Sarajevo de 21 écrivains et intellectuels italiens (dont Erri De luca. Vincenzo Consolo, Emanuele Trevi, Ginevra Bompiani). En 1993 elle participe – avec la journaliste Giuliana Sgrena et Luciano Ardesi de la ‘Lega per i Diritti dei Popoli’ – à la création du Comité Italien de Solidarité avec l’Algérie (C.i.s.a.) qui se mobilisera pour soutenir et donner visibilité aux courants démocratiques et aux associations (étudiants, femmes, intellectuels, écrivains) de la société civile algérienne et pour analyser et dénoncer l’émergence du phénomène intégriste/fondamentaliste. Pour mieux faire connaître histoire et culture de l’Afrique du Nord, elle traduit, publie, présente nombreux écrivains et écrivaines, poétesses et poètes, et des artistes, souvent méconnus en Italie. En 1994 elle commence une étroite collaboration avec ‘I Seminari di Marzo’ et la revue ‘Da Qui’, animés et dirigés par Giuseppe Goffredo, fondateur du Laboratoire et des Éditions Poiesis (Alberobello, Puglia) consacrés à un projet culturel inter-méditerranéen, précurseur en Italie. Au cours des années, collabore, en Italie et à l’étranger, à anthologies, publications universitaires et revues (‘Horizons Maghrébins, ‘Pagine’, ‘Africa e Mediterraneo’, ‘Springerin’ etc.).

En Italie, elle publie : ‘Anno 1424’ (Marsilio 1976, préface de Maria Corti, Premio Inedito Nazionale 1975, finaliste du Prix littéraire Premio Strega, 1977); ‘La Murata’, (La Luna 1990, préface d’Alberto Moravia) ; ‘Sguardi d’Africa’ (avec Laureano, Triulzi, Manacorda et les photographies de Laura Sonnino Jannelli, Alinari, 1994) ; ‘Imago, conversazione con Fellini’ (Semar 1994) ; ‘Ultimo tè a Marrakesh’ (Edizioni Lavoro, 2000) ; ‘Poema d’Oriente’ (Semar 2000, Prix Donna-Città di Roma 1988, Prix Premio Sabaudia 2001) ; ‘Le porte del Vento’ (Manni, 2003) ; ‘Diario di Viaggio in America tra Fondamentalismo e Guerra’ (La Mongolfiera 2003) ; ‘Occidente/Mondo Musulmano, scontro o incontro ?’ (Giardino dei Ciliegi-Giunti 2003) ; ‘Ricordi d’Arte e Prigionia di Topazia Alliata’ (préface de Denis Mack Smith, Sellerio 2003) ; ‘Fuga dall’Impero’ (La Mongolfiera 2004) ; ‘La lettera da Benares’ (Sellerio, Prix Mondello 2007) ; ‘I Sogni di Atlante’ (Poiesis 2007) [avec ‘Ultimo tè a Marrakesh’ et ‘Fuga dall’Impero’, ce livre constitue une Trilogie Nord-africaine] ; ‘Pandemonio Blues’ (Poiesis 2009).

Entre 2001 et 2007 elle séjourne des longues périodes aux Etats Unis où sa fille épouse un acteur Américain et où naissent a New York ses grands enfants Fosco et Ondina. Dans le cadre d’une étude menée avec ‘l’Osservatorio sui Fondamentalismi’’ (Pise-Florence 2000-2001), elle conduit alors des recherches sur le Fondamentalisme américain en partie intégrées dans le livre ‘Diario di viaggio in America tra Fondamentalismo e Guerra’. En 2008 elle reçoit ‘Le Palme de Marrakech’ pour ses écrits sur l’art au Maroc. Dans le climat italien de xénophobie et fermeture culturelle envers la Méditerranée et le Maghreb, elle écrit ‘L’Italia, è ancora un paese Mediterraneo ?’ publié en 2009 par le ‘Italian Studies Journal’ de l’Université de Californie ; le climat de guerre et conflictualité qui menace l’espace méditerranéen la conduit à reformuler la question dans toute son urgence pour un texte à paraître dans ‘la Revue des Deux Mondes’, (Paris, 2011). Elle vit à Rome.

Bio- Graphy

Toni Maraini (pen name of Antonella Maraini), is an Italian writer, poet, art historian, essayist, and scholar in Moroccan and Maghreb art and culture. She was born in 1941, in Tokyo (Japan) where her Italian parents, Fosco Maraini and Topazia Alliata, had gone to live in 1938. Her father, a young ethnologist, photographer and orientalist, born in Florence and graduated in natural sciences and anthropology, had been granted a scholarship to Japan.

During the war, in September 1943, her parents, who had refused allegiance to Fascism and to the German-Japan-Italy Axis, were arrested. The whole family – including Toni and her two sisters (Dacia, born in Florence in 1936 and Luisa Yuki, born in Sapporo, Japan, in 1939, deceased in Rome in 1995) – were interned in a Concentration Camp. A Japanese document, dated March 1947, certifies: ‘Maraini Antonella has been detained in the Tempaku Concentration Camp of Aishi Prefecture from the 1st of October 1943 to the 20th day of August 1945’. Family memories of that period are documented in Toni Maraini’s books ‘Ricordi d’arte e prigionia di Topazia Alliata’ (Sellerio, 2003, foreword by Denis Mack Smith) and ‘La Lettera da Benares’ (Sellerio, 2007), winner of the 2007 Mondello literary Price.
Back to Italy in 1947, she spends her young years in Sicily – her mother’s birthplace – where the whole family settles down and where she attends public school in Bagheria and Palermo before going to study in Florence staying with her paternal grand-father, who was a sculptor and an art historian.

In 1958, she goes to study in England and is admitted to the Courtauld Institute of Art of the London University (1959-1961). In 1962, she wins a scholarship to the Smith College University (Northampton, Mass.) in the United States where she graduates in art history with a minor in cultural anthropology. She alternates her studies with periods of vacation in Rome, where the family has moved and where, while her father repeatedly travels in Asia, the mother, much involved with avant-garde movements, opens an art gallery. The experiences and accounts of the father, author of books on Tibet, Japan and Central Asia, and the activities and art milieu of the mother, as well as the family literary background, stimulate and nourish her interest in modern art, non-Western cultures, writing. In Rome, which at the time was a cosmopolitan city open to Third World new horizons, she knows some young artists, among whom Jannis Kounellis, Mohsen Vasiri and Mohamed Melehi.
After a first visit to Morocco in summer 1963, she travels there again with Melehi after summer 1964. She accepts then the offer to teach art history at the École des Beaux-Arts, the municipal art school of Casablanca. In Morocco, where she marries the artist Mohamed Melehi and lives until 1987, she takes part to the artistic and cultural post-independence innovative activities getting engaged in many pioneer projects in collaboration with the ‘Casablanca Group’ of artists and the poets of the review ‘Souffles’ and along the years she writes on these activities and on many painters. She is among the promoters of some open-air public events called ‘Présence Plastique’ in Casablanca and Marrakech; she participates to the birth of the magazines ‘Maghreb Art’ (1965) and ‘Integral’ (1971) while pursuing field research on Moroccan traditional arts and history. Between 1966 and 1968, she lives in Paris to attend the lessons given by Germaine Tillon on North African ethnology at the École Pratique des Hautes Études. Back to Morocco and to her teaching, she carries on her researches. Her courses were the first to introduce Morocco and Maghreb arts in the school program and to study them within the African, Oriental and Euro-Mediterranean historical process. Up to then only French art history had been taught in the art school mainly living Moroccan arts to ethnographic and folklore studies. Between 1972 and 1974 she travels with friends artists in Algeria, Tunisia, Lebanon and Iraq to attend some independent artistic events. She also travels regularly to Italy, where she publishes in 1976 the novel ‘Anno 1424’ (see below). After the experience at the École des Beaux-Arts, she teaches art history at the department of architecture of the Rabat University (1979-1982) and iconology and ‘esthétique de l’image’ at the Institut de Communication Audio-Visuelle in Casablanca (1980-84). In 1978 she participates to the birth of the ‘Moussem’- International Festival – of Asilah (Tangiers) and organizes a summer open art laboratory for Asilah’s children. She carries on this experience on the expressive/symbolic role of art for children creating an art-therapy laboratory at the Ibn Abbad public school and the Ibn Roshd Paediatric Hospital in Casablanca (1978-1983).

She writes on Moroccan artists and presents their work in Catalogue at the Pan African Festival of Algiers (1969), the pan-Arab Baghdad Biennale (1974), the Foundation Joan Miró of Barcelona (1980), the Musée d’Art Moderne of Grenoble (1984), the Bronx Art Museum of New York (1984), the Musée d’Art d’Ixelles in Brussels (1988), the Institut du Monde Arabe in Paris (1989, 1991), the Rabat-Algiers-Tunis exhibition ‘Artisti Arabi tra Italia e Maghreb’ (2008).
Besides historical and critical texts in magazines and catalogues partly collected in the book ‘Écrits sur l’Art’, she publishes in Morocco the following books: ‘La Peinture de Ahmed Cherkaoui’ (Casablanca, 1976), ‘Au Rendez-vous de l’Histoire, la Peinture’ (Casablanca, 1987), ‘Ėcrits sur l’Art’, (Rabat, 1990, foreword by Pierre Restany), ‘Une Collection, Une mémoire’ (Casablanca, 1998), and three collections of poems ‘Message d’une Migration’ (Casablanca, 1976, foreword by Mostafa Nissaboury, illustrations by M. Melehi), ‘Le Récit de l’Occultation’ (Casablanca, 1983), ‘Phantasmata Diwan’ (foreword by Abdelkhebir Khatibi, Rabat, 1987).

In 1987, she returns to Italy and settles in Rome with her two daughters Mujah and Nour Shems, born in Casablanca respectively in 1970 and 1978. Between 1988-1990 she is responsible of the Rome magazine ‘Essere. Rivista di Ecologia e Cultura’. In 1988 she is awarded the Price ‘Donna-Città di Roma’ for her collection of poems ‘Poema d’Oriente’. Between 1991 and 2006 she is responsible director of the ‘Fondo Alberto Moravia’ in Rome, its works and activities and its review ‘Quaderni’. In collaboration with the historian Predrag Matvejevic she organizes in 1996 for the Moravia Foundation a conference in Rome gathering at the Capitolium writers and poets from Sarajevo and, in 1997, a journey in Pullman Rome-Mostar-Sarajevo of 21 Italian writers, intellectuals and journalists. In 1993 she is founding member of the Italian Committee of Solidarity with Algeria which was to give visibility to democratic independent associations (women, students, writers, intellectuals) of the Algerian civil society and denounce Islamic fundamentalist movement and ideology.

She then presents and translates Maghreb writers and poets sometimes never translated before and introduces the work of some artists, movie-makers and intellectuals hardly known in Italy. In 1994 she starts to collaborate with the Seminaries, the review and the publishing house ’Poiesis’ created in Apulia by Giuseppe Goffredo, writer and poet engaged in a Mediterranean inter-cultural project pioneer in Italy. She writes for national and international reviews, museums and galleries catalogues, academic publications. Since 1990 she regularly collaborates with ‘Horizons Maghrébins’ (University of Toulouse, France). Besides her works as art critic and historian, which are also focus on Italian and Western issues as well as on East/West relationship she carries on her own writings (novels, poems, essays).

In Italy she publishes the following books: ‘Anno 1424’ (Marsilio, 1976, foreword by Maria Corti, ‘Secondo Premio Inedito Nazionale’ 1975 and finalist to the ‘Premio Strega’ 1977), ‘La Murata’ (La Luna, 1990, foreword by Alberto Moravia, published in 2002 by City Lights, San Francisco, with the title ‘Sealed in Stone’), ‘Sguardi d’Africa’, (Alinari, 1994), ‘Imago, conversazione con Fellini’ (Semar, 1994), ‘Ultimo tè a Marrakesh’ (Edizioni Lavoro, 1994), ‘Ultimo tè a Marrakesh e Nuovi Racconti’ (Edizioni Lavoro, 2000), ‘Poema d’Oriente’ (Semar, 2000, Premio Inedito Donna-Città di Roma 1988, Premio Sabaudia 2001), ‘Le porte del Vento’ (Manni, 2003), ‘Diario di Viaggio in America tra Fondamentalismo e Guerra’ (La Mongolfiera, 2003), ‘Occidente/Mondo Musulmano, scontro o incontro?’ (Giardino dei Ciliegi – Giunti, 2003), ‘Ricordi d’Arte e Prigionia di Topazia Alliata’ (foreword by Denis Mack Smith, Sellerio, 2003), ‘Fuga dall’Impero’ (La Mongolfiera, 2004), ‘La Lettera da Benares’ (Sellerio, Premio Mondello 2007), ‘I Sogni di Atlante’ (Poiesis, 2007) – with ‘Ultimo tè a Marrakesh’ and ‘Fuga dall’Impero’ this book constitutes her North African Trilogy – and ‘Pandemonio Blues’ (Poiesis, 2009).

Between 2000 and 2007 she travels and lives in the States for family reasons; her eldest daughter had married the American actor Daniel McDonald (1960 – 2007) and in New York were born her grandchildren Fosco and Ondina McDonald. To complete a research on world fundamentalisms started in Italy in collaboration with the ‘Osservatorio sui Fondamentalismi’ (Pisa, Florence 2000-2002), she writes on American Fondamentalism partly documenting it in her book ‘Diario di vaggio in America tra Fondamentalismo e Guerra’. In 2008 she is awarded in Morocco ‘La Palme de Marrakech’ for her writings on Moroccan arts. In 2009 she publishes in the ‘Italian Studies Journal, 1, (1)’, of the University of California the short essay ‘L’Italia, é ancora un paese mediterraneo?’, a critical analysis of Italy’s Mediterranean identity crisis. She currently lives in Rome.